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Parco Monti Ausoni e Lago di Fondi

Dettagli
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Carta d’Identità del Parco

Ente Gestore: Ente Regionale Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi
Superficie (ha):
Regione: Lazio
Province: Latina e Frosinone
Comuni: Amaseno (FR), Castro dei Volsci (FR), Fondi (LT), Lenola (LT), Monte San Biagio (LT), Pastena (FR), Roccasecca Dei Volsci (LT), Sonnino (LT), Terracina (LT), Vallecorsa (FR)
Provvedimenti istitutivi:
Elenco Ufficiale AP:

Sito Web www.parcoausoni.it

Geologia nel Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

La geologia è ancora per molti una materia difficile, fatta di parole e concetti poco comprensibili riguardanti per lo più fenomeni di un lontano passato, che sembrano non aver nulla a che vedere con il paesaggio attuale. Ma è di geologia che dobbiamo parlare quando lungo i sentieri del Parco ci incuriosiscono particolari forme rocciose, quando vogliamo saperne di più sull’origine della valle che stiamo attraversando o di un crepaccio sull’orlo del quale sostiamo, o quando dalla vetta del Monte delle Fate ammiriamo in lontananza il Mar Tirreno confondersi con il cielo. Argomento della geologia sono dunque le rocce, le montagne, la superficie su cui camminiamo, coltiviamo, costruiamo… e viviamo. Il territorio del Parco è costituito da un settore montuoso, che è parte della dorsale antiappenninica Monti Lepini-Ausoni-Aurunci, e uno pianeggiante, che ospita il Lago di Fondi. I rilievi, che hanno forme sinuose e versanti raramente molto acclivi, hanno modeste altezze (la cima più alta è Monte Calvilli con i suoi 1116 m) e sono di natura calcarea, modellati dalle acque piovane che, scorrendo principalmente nel sottosuolo, favoriscono i processi di erosione carsica e danno vita a paesaggi e forme suggestive, come le grotte, gli inghiottitoi, le doline, i campi carsici e gli hum. L’idrografia superficiale è perciò quasi assente e l’acqua è presente in superficie sotto forma di sorgenti a carattere intermittente. Il settore pianeggiante è stato pure modellato dall’azione dell’acqua (sia del mare che dei fiumi) che nei millenni ha depositato ai piedi dei monti uno spesso strato di materiali che oggi forma la fertile piana di Fondi. Il Lago di Fondi, con i suoi 32 km di perimetro e 10 metri di profondità media, ha origine costiera, sebbene attualmente disti 700 m dal mare a cui è collegato da due canali emissari, ed è alimentato da otto sorgenti pedemontane.

Flora nel Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

In ogni stagione dell’anno la flora del Parco regala ai visitatori paesaggi diversi e affascinanti: prati con ricche fioriture primaverili, dorati paesaggi autunnali, boschi invernali innevati, la fresca ombra di una quercia secolare.
I boschi più diffusi sono le foreste sempreverdi dominate dal leccio (Quercus ilex) e caratterizzate, come ad esempio nella zona di Camposoriano, dalla presenza del corbezzolo o nelle zone più fresche, da specie caducifoglie (orniello, sorbo, maggiociondolo).
Nei settori più interni del Parco, come a Pastena o a Vallecorsa, i boschi sono più ricchi di specie caducifoglie (cerro, roverella, carpino nero, acero) o sono stati sostituiti dai castagneti, come nella zona di Ambrifi, a Lenola. Di notevole valore è la sughereta di San Vito, a Monte San Biagio, la più estesa dell’Italia peninsulare, con il sottobosco dominato dall’erica bianca e dal cisto. Diffusissime sono le formazioni della macchia mediterranea: i cespuglieti ad Ampelodesmos mauritanicus (stramma), la macchia a mirto, lentisco e fillirea, i prati in cui domina l’elicriso, che ospitano, tra l’altro numerose specie di orchidee. Degne di nota, sia per estensione che per composizione floristica, sono le garighe a Salvia officinalis che rivestono i versanti di Monte Calvo e Monte Marino. Le rupi, come quelle di Monte Sant’Angelo e Monte Leano a Terracina, in prossimità del mare, danno rifugio a endemismi o specie tipiche dell’Italia meridionale (Palma nana, Euforbia dendroide, Campanula fragilis subsp. cavolini) e si colorano a primavera con le vistose fioriture della Valeriana rossa. Molto diffuse sono anche le felci, soprattutto all’ingresso delle grotte e nelle fessure delle rocce.
Un ruolo privilegiato per la tutela degli habitat naturali e della biodiversità è ricoperto sicuramente dalla zona del Lago di Fondi: lo specchio d’acqua, i pantani circostanti e la fitta rete di canali costituiscono un elemento distintivo del Parco, sia per l’unicità degli ambienti (canneti, boschi igrofili, prati semiallagati, vegetazione acquatica sommersa), sia per le specie ad elevato interesse ecologico, tutelate anche a livello europeo.

Fauna nel Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

Il variegato mosaico di ambienti che caratterizza il territorio del Parco, generato dall’alternanza di differenti microclimi e comunità vegetali, crea le condizioni ideali per ospitare un elevato numero di specie animali, in molti casi di grande interesse naturalistico in quanto specie endemiche dell’area mediterranea o dell’Italia peninsulare o ad alto rischio di estinzione. Significativa è la presenza dei mammiferi (volpe, cinghiale, tasso, istrice, riccio, faina, martora, donnola), alcuni dei quali tutelati anche a livello europeo (15 specie di Chirotteri o pipistrelli, lepre italica, moscardino), e a volte molto rari, come il lupo.
Uno degli obiettivi principali dell’Area protetta è quello di tutelare le numerosissime specie di uccelli (avifauna) presenti sul suo territorio. Studi recenti condotti nell’area del Lago di Fondi hanno registrato la presenza di oltre 100 specie tra nidificanti, stanziali e di passo, grazie anche alla particolare posizione dei Monti Ausoni e delle zone umide attorno al Lago di Fondi lungo le rotte di migrazione.
Una passeggiata all’alba o al tramonto nella zona del “Laghetto degli Alfieri” permetterà di osservare le specie più frequenti come le anatre, i limicoli, i rapaci, e tra gli altri l’airone cenerino, il martin pescatore, il cavaliere d’Italia, il falco di palude, il cormorano, ma anche specie più rare come l’airone rosso, la gru, la cicogna, il falco pescatore, il biancone, l’ibis, il tarabuso.
La presenza di predatori grandi ed efficienti è favorita dalla ricchezza e varietà di risorse alimentari disponibili, come pesci (cefalo calamita, anguilla, carassio), anfibi (rane, rospi, tritoni e salamandrina dagli occhiali), serpenti (vipera, cervone, biacco, saettone, bisce) e sauri (lucertole, ramarri, luscengole e orbettini),
e numerosissimi insetti richiamati dall’abbondante presenza di acqua o dalle dolci e profumate fioriture primaverili e autunnali dei cespuglietti e dei prati. Recentemente è stata confermata la presenza presso il Lago di Fondi della tartaruga di palude europea (Emys orbicularis), una specie di acqua dolce a forte rischio di estinzione.
Fonte (www.parcoausoni.it)
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